FAQ
Informazioni utili sulle perizie grafologiche e documentali, sulle consulenze tecniche, sui prodotti della stampa e sulla stima di macchinari e attrezzature, con incarichi in tutta Italia.
← Torna alla homePerizie grafologiche e comparazione delle scritture
Che cos’è una perizia grafologica forense?
È un accertamento tecnico finalizzato a verificare l’autografia o l’apocrifia di una firma, di una sigla, di un manoscritto o di un altro documento scritto a mano. L’indagine viene svolta attraverso l’analisi delle caratteristiche grafiche e la comparazione con scritture autentiche attribuibili al soggetto interessato.
Qual è la differenza tra grafologia e grafologia forense?
La grafologia generale studia le caratteristiche della scrittura anche sotto il profilo espressivo e individuale. La grafologia forense, invece, è rivolta all’accertamento tecnico dell’autore di una scrittura e alla verifica dell’autenticità o falsità di firme e manoscritti.
Quali documenti possono essere sottoposti a perizia?
Possono essere esaminati, tra gli altri, testamenti olografi, contratti, scritture private, assegni, cambiali, quietanze, ricevute, deleghe, lettere, firme apposte su documenti, sigle, annotazioni manoscritte e lettere anonime.
È possibile stabilire se una firma è autentica o falsa?
La firma contestata viene confrontata con un adeguato insieme di firme autentiche, valutando conformità, divergenze, spontaneità del gesto, caratteristiche dinamiche e possibili indici di imitazione, ricalco, dissimulazione o riproduzione.
È possibile individuare l’autore di uno scritto anonimo?
L’attribuzione può essere valutata quando siano disponibili scritture comparative adeguate e sufficientemente rappresentative. La possibilità di formulare conclusioni attendibili dipende dalla qualità, dalla quantità e dalla compatibilità temporale del materiale disponibile.
Quali scritture comparative sono necessarie?
Sono preferibili scritture certamente autentiche, spontanee, numerose e vicine nel tempo al documento contestato. Le comparative dovrebbero contenere, quando possibile, lettere, parole, numeri o combinazioni grafiche analoghe a quelle presenti nello scritto da esaminare.
Quante firme comparative servono?
Non esiste un numero valido per ogni caso. Una sola firma, normalmente, non è sufficiente a rappresentare la naturale variabilità grafica di una persona. Occorre disporre di un insieme di firme autentiche adeguato alle caratteristiche e alla complessità dell’accertamento.
Le firme presenti sulla carta d’identità sono sufficienti?
Possono costituire materiale utile, ma raramente sono sufficienti da sole. È preferibile integrarle con firme presenti su atti pubblici, documenti bancari, contratti, corrispondenza o altri documenti di autenticità certa.
È indispensabile esaminare il documento originale?
L’originale è fortemente preferibile perché permette di osservare il tratto, la pressione, le intersezioni, il supporto cartaceo, gli inchiostri e gli eventuali segni di alterazione o riproduzione. Copie e scansioni possono essere utilizzate per una valutazione preliminare o quando l’originale non sia disponibile, ma presentano limiti tecnici che devono essere dichiarati.
È possibile effettuare una prima valutazione su una scansione?
Sì, purché la scansione sia completa, nitida, non compressa e ad alta risoluzione. La valutazione preliminare serve soprattutto a comprendere la natura del problema, verificare il materiale disponibile e stabilire se sia opportuno procedere con un incarico completo.
Una fotografia fatta con il telefono è sufficiente?
Può essere utile per un primo orientamento, ma normalmente non è adeguata per una perizia conclusiva. Deformazioni prospettiche, riflessi, ombre, compressione e ridotta definizione possono compromettere la corretta osservazione del documento.
Si può stabilire quando è stata apposta una firma?
La comparazione grafologica, da sola, non consente normalmente di attribuire una data precisa a una firma. Può essere valutata la compatibilità grafica con un determinato periodo, mentre l’eventuale datazione di carta o inchiostri richiede specifiche analisi fisiche o chimiche di laboratorio.
Si può stabilire se una firma è stata apposta prima o dopo la stampa del documento?
In alcuni casi l’esame delle sovrapposizioni e delle intersezioni tra tratto manoscritto e stampa può fornire indicazioni sulla sequenza di apposizione. La possibilità di giungere a conclusioni dipende dal tipo di inchiostro, dal procedimento di stampa, dalle condizioni dell’originale e dagli strumenti utilizzabili.
È possibile riconoscere una firma copiata, ricalcata o stampata?
L’esame può individuare indici compatibili con imitazione lenta, ricalco, riproduzione meccanica, scansione, stampa digitale o inserimento grafico. L’integrazione tra competenze grafologico-forensi e tecnologie di stampa costituisce un elemento distintivo rispetto alla sola comparazione grafica.
Si può verificare se un documento è stato alterato?
Possono essere ricercate cancellature, aggiunte, abrasioni, sovrascritture, sostituzioni, montaggi, manipolazioni digitali, incongruenze tra carta, inchiostri, scrittura e tecnica di stampa. Quando occorrono analisi chimiche o fisiche specialistiche, può essere indicata l’opportunità di ricorrere a un laboratorio.
CTU, CTP e consulenze stragiudiziali
Qual è la differenza tra CTU e CTP?
Il Consulente Tecnico d’Ufficio è nominato dal Giudice e svolge l’accertamento tecnico nel rispetto del quesito e del contraddittorio. Il Consulente Tecnico di Parte viene nominato da una delle parti e la assiste tecnicamente, esaminando gli atti, partecipando alle operazioni peritali e formulando osservazioni nell’interesse tecnico della parte assistita.
Quando è opportuno nominare un CTP?
È opportuno farlo quando la controversia riguarda questioni tecniche che possono incidere sull’esito del procedimento. Il CTP controlla il metodo seguito dal CTU, verifica il materiale utilizzato, partecipa alle operazioni e segnala eventuali carenze, errori o interpretazioni non condivisibili.
Il CTP può partecipare alle operazioni del CTU?
Sì. Il CTP può assistere alle operazioni peritali, presentare osservazioni e istanze tecniche, esaminare il materiale oggetto dell’indagine e formulare proprie valutazioni nei limiti stabiliti dal procedimento.
È possibile richiedere una consulenza prima di iniziare una causa?
Sì. Una consulenza stragiudiziale preliminare permette di valutare la consistenza tecnica della contestazione, la qualità dei documenti disponibili, i limiti dell’accertamento e l’opportunità di intraprendere un’azione giudiziaria.
La consulenza preliminare garantisce che la causa sarà vinta?
No. Nessun consulente serio può garantire l’esito di un procedimento. La consulenza tecnica serve a valutare gli elementi disponibili, individuare punti di forza e criticità e fornire al cliente e al legale un quadro tecnico motivato.
La perizia di parte ha valore in giudizio?
La perizia di parte costituisce un contributo tecnico prodotto dalla parte. Non equivale alla consulenza disposta dal Giudice, ma può essere utilizzata per sostenere una tesi, contestare una valutazione avversaria o evidenziare la necessità di un accertamento tecnico.
L’incarico può essere conferito direttamente dal privato?
Sì. Un privato può richiedere una consulenza stragiudiziale o una valutazione preliminare. Nei procedimenti già pendenti è opportuno coordinare l’attività con il proprio avvocato.
Svolgi incarichi soltanto presso il Tribunale di Lecce?
No. Lo studio ha sede a Maglie (LE) e svolge incarichi giudiziari e stragiudiziali in tutta Italia. La prima valutazione può avvenire anche a distanza; quando necessario, vengono concordati l’esame degli originali, il sopralluogo o le attività presso la sede interessata.
Perizie su documenti, carta e prodotti stampati
Cosa distingue l’iscrizione nella categoria “Carta e stampa”?
La categoria identifica negli Albi giudiziari uno specifico ambito tecnico relativo a carta, prodotti stampati, processi e macchinari delle arti grafiche. Il Dott. Ermanno Colazzo è iscritto all’Albo CTU n. 131 e all’Albo Periti n. 27 del Tribunale Ordinario di Lecce anche nell’ambito della grafologia forense. La verifica comparativa qui richiamata riguarda esclusivamente “Carta e stampa”: dalla consultazione dei dati pubblici effettuata il 30 luglio 2026, tra gli otto Periti Industriali iscritti in Italia nella specializzazione Arti Grafiche, il Dott. Ermanno Colazzo risulta il solo presente negli Albi giudiziari per questa categoria.
Quali prodotti della stampa possono essere esaminati?
Possono essere sottoposti a valutazione documenti, modulistica, etichette, imballaggi, confezioni, libri, cataloghi, opuscoli, materiale pubblicitario, stampati commerciali, prodotti cartotecnici e altri manufatti realizzati mediante processi grafici e di stampa.
Quali tecniche di stampa rientrano nelle competenze dello studio?
L’attività può riguardare prodotti ottenuti mediante stampa digitale, tipografica, offset, flessografica, tampografica, calcografica, rotocalco, serigrafica, litografica e altri procedimenti del settore grafico.
In quali casi è utile una perizia su un prodotto stampato?
Può essere utile in presenza di difetti di produzione, contestazioni qualitative, non conformità rispetto al campione o al contratto, differenze cromatiche, errori di stampa, difetti di registro, problemi di supporto, finitura, confezionamento o trasformazione cartotecnica.
È possibile stabilire con quale tecnica è stato stampato un documento?
In molti casi l’osservazione delle caratteristiche del segno, del retino, del deposito di inchiostro, dei bordi, della superficie e del supporto permette di individuare o circoscrivere il procedimento di stampa utilizzato.
È possibile verificare se uno stampato è conforme al campione approvato?
Sì. Il prodotto può essere confrontato con il campione, la prova colore, il capitolato tecnico, l’ordine o le specifiche contrattuali, valutando le differenze tecnicamente osservabili e la loro rilevanza.
È possibile accertare difetti di colore?
Possono essere valutate differenze cromatiche, dominanti, disuniformità, variazioni tra tirature, errori di sovrapposizione e anomalie di riproduzione. La metodologia dipende dal prodotto, dal campione disponibile e dal livello di precisione richiesto.
È possibile valutare difetti di taglio, piega, rilegatura o confezione?
Sì. Le perizie possono riguardare anche lavorazioni successive alla stampa, tra cui taglio, cordonatura, piega, incollaggio, fustellatura, rilegatura, plastificazione, verniciatura e altre operazioni di finitura e trasformazione.
È possibile esaminare etichette e imballaggi?
Sì. Possono essere valutati materiali, adesione, qualità di stampa, leggibilità, corrispondenza grafica, fustellatura, finitura, difetti produttivi e conformità rispetto alle specifiche tecniche concordate.
È possibile distinguere un originale da una riproduzione?
L’esame tecnico può evidenziare differenze tra un prodotto originale e una riproduzione, considerando tecnica di stampa, retinatura, supporto, inchiostri, definizione, caratteristiche costruttive e possibili segni di acquisizione e ristampa.
È possibile accertare la contraffazione di un prodotto stampato?
La consulenza può individuare anomalie e incompatibilità tecniche indicative di riproduzione, sostituzione o contraffazione. Le conclusioni devono essere formulate in relazione al materiale disponibile, ai campioni autentici e agli eventuali accertamenti specialistici necessari.
È possibile determinare la tipografia che ha prodotto uno stampato?
Normalmente non è possibile attribuire con certezza uno stampato a una specifica azienda soltanto osservando il prodotto. In casi particolari possono però emergere caratteristiche tecniche compatibili con determinati macchinari, processi, matrici o modalità produttive.
Perizie nelle arti grafiche e nella comunicazione visiva
Cosa comprende una perizia tecnica nelle arti grafiche?
Può comprendere l’esame di processi produttivi, materiali, supporti, lavorazioni, prodotti stampati, impianti, tecnologie, difetti, non conformità e contestazioni economiche o qualitative del settore grafico.
Le perizie riguardano anche la grafica pubblicitaria?
Sì. Possono essere esaminate problematiche tecniche relative alla progettazione, alla preparazione degli esecutivi, alla prestampa, alla riproduzione, alla coerenza tra progetto approvato e prodotto realizzato e alla corretta esecuzione grafica.
È possibile valutare la qualità tecnica di un file destinato alla stampa?
Sì. Può essere verificata l’idoneità tecnica del file in relazione a risoluzione, formato, abbondanze, font, immagini, gestione del colore, sovrastampe e altre caratteristiche che possono incidere sul risultato produttivo.
È possibile accertare se il difetto dipende dal grafico o dallo stampatore?
L’indagine può ricostruire il flusso di lavoro e distinguere, quando gli elementi lo consentono, tra errori di progettazione, preparazione del file, prestampa, impostazione della macchina, stampa, finitura o utilizzo di materiali non idonei.
La consulenza può riguardare una fornitura contestata?
Sì. È possibile esaminare il materiale fornito, il contratto, il preventivo, le specifiche tecniche, i campioni approvati e la corrispondenza tra quanto commissionato e quanto effettivamente prodotto.
Stime di macchinari, impianti e attrezzature
Quali macchinari possono essere sottoposti a stima?
Possono essere valutate macchine da stampa, attrezzature di prestampa, sistemi digitali, tagliacarte, piegatrici, raccoglitrici, cucitrici, brossuratrici, fustellatrici, plastificatrici, impianti di finitura e altre attrezzature del settore grafico e cartotecnico.
In quali circostanze può essere richiesta una stima?
La stima può essere necessaria in caso di compravendita, successione, divisione, liquidazione, cessazione aziendale, procedura esecutiva o concorsuale, controversia tra soci, danno, assicurazione o valutazione patrimoniale.
Come viene determinato il valore di un macchinario?
La valutazione considera marca, modello, anno di costruzione, stato d’uso, manutenzione, ore o volumi di lavoro, accessori, aggiornamenti, obsolescenza, funzionalità, reperibilità dei ricambi e condizioni del mercato dell’usato.
È necessario effettuare un sopralluogo?
Per una stima completa, il sopralluogo è generalmente opportuno. Permette di verificare identificazione, configurazione, stato di conservazione, funzionamento apparente, dotazioni e condizioni dell’ambiente produttivo.
È possibile stimare un macchinario non funzionante?
Sì. In questo caso devono essere valutati lo stato effettivo, la natura del guasto, il costo presumibile del ripristino, il valore dei componenti, l’obsolescenza e l’eventuale valore di realizzo o di recupero.
È possibile stimare un’intera tipografia o un reparto produttivo?
Sì. L’incarico può riguardare una singola macchina oppure un complesso di macchinari, impianti, attrezzature e dotazioni appartenenti a un’impresa grafica.
La stima comprende anche il valore dell’avviamento aziendale?
La valutazione tecnica dei macchinari è distinta dalla valutazione economico-finanziaria dell’azienda e dell’avviamento. L’eventuale estensione dell’incarico deve essere definita preventivamente e, quando necessario, svolta con il supporto di altre competenze professionali.
Modalità dell’incarico
Come si richiede una prima valutazione?
È possibile contattare lo studio telefonicamente, tramite email o PEC, descrivendo sinteticamente il problema e indicando quali documenti, scritture comparative, prodotti o macchinari sono disponibili. Lo studio riceve su appuntamento.
Quali documenti devo inviare per il primo esame?
È utile trasmettere il documento contestato, le scritture comparative disponibili, gli eventuali atti giudiziari, il quesito tecnico, le relazioni già depositate e una breve descrizione della controversia. Per prodotti stampati e macchinari occorrono fotografie, dati tecnici, documenti di acquisto e specifiche della contestazione.
Il materiale inviato viene trattato in modo riservato?
La documentazione ricevuta nell’ambito dell’incarico professionale deve essere trattata nel rispetto degli obblighi di riservatezza, delle regole professionali e della normativa applicabile alla protezione dei dati personali.
Quanto tempo occorre per una perizia?
I tempi dipendono dalla complessità del caso, dalla quantità di materiale, dalla disponibilità degli originali, dalla necessità di sopralluoghi o accertamenti strumentali e dalle scadenze giudiziarie.
Quanto costa una consulenza?
Il compenso viene determinato dopo una valutazione preliminare dell’incarico, considerando complessità, documentazione, numero di reperti, necessità di sopralluoghi, attività strumentali, urgenza e impegno richiesto. Prima dell’avvio viene formulato un preventivo o conferimento d’incarico.
È possibile ottenere un parere soltanto verbale?
Può essere concordato un esame preliminare o un parere tecnico limitato. Deve però essere chiaro che un parere verbale non equivale a una relazione peritale completa e non offre lo stesso livello di documentazione, motivazione e utilizzabilità.
È possibile lavorare insieme all’avvocato del cliente?
Sì. Nei procedimenti giudiziari il coordinamento con il legale è essenziale per definire il quesito tecnico, acquisire i documenti rilevanti, rispettare i termini processuali e integrare correttamente gli aspetti tecnici con la strategia difensiva.
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